“Amici per la vita”. MDC lancia la campagna sul diritto degli animali ad esistere senza essere considerati oggetti e contro il costo folle dei farmaci

«Ci sono 3,5 milioni di italiani che, anche a causa dell’isolamento imposto dal COVID-19, hanno acquistato un animale e altri 4,3 milioni pensano di farlo entro l’anno, con una pet-economy che nel 2020 supererà gli 1,2 miliardi. Senza un intervento normativo sui diritti dei nostri piccoli amici, affinché non vengano considerati più “beni mobili”, ma “esseri senzienti”, e sul costo scandaloso dei farmaci veterinari al termine della pandemia, si rischia un’escalation di morti ed abbandoni» Non usa mezzi termini Francesco Luongo, Presidente Nazionale del Movimento Difesa del Cittadino, che lancia così la campagna “Amici per la vita”.

L’iniziativa della associazione di consumatori parte oggi, 10 dicembre, in occasione della Giornata Mondiale dei diritti degli animali, ed è finalizzata a garantire lo status di soggetti titolari di un diritto proprio alla tutela giuridica per i nostri piccoli amici che la Cassazione, con una sentenza n. 22728/18, ha stabilito essere ancora cose mobili, cui è applicabile il Codice del Consumo e non il Codice Civile, anche nel caso di controversie su malattie o di salute in generale.

È assurdo per MDC considerare ancora nel 2020 il nostro animale domestico alla stregua di un PC o di uno smartphone, in violazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale, proclamata dall’Unesco nel 1978. I nostri piccoli amici provano sensazioni, gioie dolori e anche stress come gli esseri umani, di cui stanno diventando compagni di vita in misura sempre maggiore, alleviando non poco sofferenze e solitudini imposti dai lockdown pandemici ad adulti e bambini, in tantissime famiglie.

Ancora più incredibile per l’Associazione che gli animali domestici siano considerati dal fisco un vero e proprio lusso da pagare con una aliquota del 22% su prestazioni, alimenti e farmaci destinati alla salute animale, invece di quella del 10%.

Ma il vero scandalo per il Movimento è rappresentato dal costo dei farmaci veterinari, 80 volte più alto di quelli con identico principio attivo degli umani, che impedisce di fatto a moltissime persone di poter curare le malattie dei propri compagni di vita.

Il Decreto Legislativo n.193 del 2006 che regola l’uso e la prescrizione dei medicinali ad uso veterinario è chiaro: i medici non possono prescrivere le medicine per gli uomini agli animali, anche se questi ultimi hanno lo stesso principio attivo. La sanzione per chi trasgredisce va dai 1.549 euro ai 9.296 euro.

Alcuni esempi: una confezione di Metacam, un farmaco che allevia i dolori muscolo-scheletrici, da 1,5 mg/ml costa 52,33 euro, il suo corrispettivo umano 4,90 euro. Il Ketoprofene, un comune antiinfiammatorio, in farmacia costa all’incirca 3 euro, lo stesso farmaco per gli animali 17 euro. Uno degli antibiotici più utilizzato, ovvero l”amoxicillina”, al costo di 4 euro, per i nostri animali diventa 16,80 euro. In tutto questo i farmaci generici non esistono ed il veterinario nella ricetta elettronica veterinaria deve indicare il nome preciso del farmaco e non il principio attivo, con la conseguenza di orientare sempre più proprietari a ricorrere al mercato illegale. 

«Avere un animale in casa è importante non solo per i bambini, ma anche per le persone anziane, magari costrette ad una vita molto povera non solo economicamente, ma anche di relazioni – afferma Antonio Longo, Coordinatore nazionale MDC- Crediamo che questa sia una battaglia di civiltà e di umanità, oltre che anche di equità economica e sociale, contro ingiustificati arricchimenti da parte di chi produce e di chi vende farmaci per animali».

Il Movimento Difesa del Cittadino, oltre alla aliquota IVA al 10% in sostituzione della ben più alta al 22%, chiede l’approvazione della proposta di legge presentata dall’On. Patrizia Prestipino sulla modifica del Codice Civile, affinché da cose gli animali siano considerati esseri senzienti e per calmierare il prezzo folle dei farmaci, che i veterinari possano scegliere liberamente quale prodotto prescrivere e liberalizzando il farmaco veterinario a parità di molecola.

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