“Col Pareggio Ci Perdi”: MDC aderisce alla campagna per cancellare il pareggio di bilancio

Cancellare dalla nostra Costituzione il vincolo di pareggio di bilancio, sostituendolo con il principio di soddisfazione dei bisogni e diritti dei cittadini. È questo l’obiettivo dell’adesione del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) alla campagna “Col Pareggio Ci Perdi”, promossa da un Comitato nazionale costituito da numerose associazioni e personalità autorevoli della società civile, convinte dei danni sociali, economici e ambientali che tale scelta sta provocando.

Nel 1997 i Paesi Europei hanno adottato delle regole per uniformare i bilanci ed evitare l’eccessivo indebitamento pubblico di ciascuno Stato, regole diventate più ferree dal 2010 su pressione soprattutto tedesca. Il nuovo Patto di Bilancio approvato dal Consiglio europeo il 30 gennaio 2012 con il cosiddetto “fiscal compact”, ha introdotto il principio di “pareggio di bilancio” nelle legislazioni dei singoli Paesi, senza tuttavia essere mai passato al vaglio del Parlamento europeo (che sappiamo contrario alla sua adozione). Il nuovo trattato è entrato in vigore il 1 gennaio 2013 con applicazione obbligata entro il 1 gennaio 2014, data oltre la quale gli inadempienti non possono più avere accesso a prestiti dall’Europa.

“Questa scelta ci ha privato di uno strumento di politica economica utile ad affrontare la crisi – dichiara MDC – in quanto soprattutto nei Paesi in fase di recessione diminuisce il gettito fiscale destinato anche a quegli ammortizzatori sociali che, se da un lato richiedono ingenti risorse pubbliche, dall’altro rappresentano l’unica possibilità per rilanciare il potere d’acquisto dei cittadini, i consumi e di conseguenza l’occupazione”.

Il Movimento Difesa del Cittadino sottolinea come questo meccanismo non possa essere considerato altro che un criterio formale di corretta gestione del bilancio, adatto più a un’azienda che non a uno Stato, responsabile di salvaguardare il benessere e il rispetto dei diritti fondamentali dei suoi cittadini. Ogni spesa finalizzata al sostegno del welfare e al pronto intervento in caso di eventi imprevedibili come i disastri naturali non può e non deve essere subordinata ad alcun vincolo procedurale.

L’associazione e tutte le sue sedi locali aderendo al Comitato Sostenitore partecipano quindi alla raccolta delle 50mila firme utili a presentare la proposta di legge in Parlamento. Tutte le informazioni sulla campagna al sito www.colpareggiociperdi.it.

1 commento

  1. SE NON SI RAGGIUNGE IL PAREGGIO DI BILANCIO O LE ENTRATE TRIBUTARIE SARANNO DIMINUITE, CON LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA – AUMENTERANNO L’ALIQUOTA IIVA ORDINARIA ADDIRITTURA AL 25, 5% .L’ITALIA SI PIAZZERA’ AL SECONDO POSTO NELLA GRADUATORIA EUROPEA – MENTRE AL PRIMO POSTO VI E’ L’UNGHERIA CON ALIQUOTA ORDINARIA . DEL 27%.
    NON E’ CONCEPIBILE CHE I GOVERNI STABILISCANO ALIQUOTE IVA DIFFERENTI – QUANDO SI AFFERMA CHE L’EUROPA E’ UNITA.!!
    PIU’ ELEVATA E’ L’ALIQUOTA ORDINARIA IVA IN UN PAESE E PIU’ CRESCE LA POVERTA’ ECONOMICA, IN QUANTO L’IVA E’ UN’IMPOSTA CHE COLPISCE I CONSUMI, QUESTI DIMINUISCONO E , DI CONSEGUENZA , SI HA UN MINOR GETTITO TRIBUTARIO.
    CON UN DEBITO PUBBLICO DI 2200 MLD – IN CONTINUO AUMENTO, SENZA UNA POLITICA INDUSTRIALE AL PASSO CON I TEMPI, NON SOLO LA CRESCITA, LA RIPRESA DELL’ECONOMIA NON CI SARA’ – MA FAREMO LA FINE DELL’ARGENTINA ( CHE FALLI’ PER IL FMI ) , INVECE NOI PER COLPA DELLA BCE.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.