Le lobby dei farmaci veterinari colpiscono ancora, parere negativo all’emendamento di buonsenso dell’On. Patrizia Prestipino che chiede semplicemente la distribuzione di farmaci a costi più accessibili per gli italiani che ne hanno il diritto. Per MDC se la Sanità non cambia parere è uno schiaffo a milioni di cittadini che hanno animali e che hanno il diritto di curarli a spese sostenibili. Pronti a ricorsi all’Antitrust e Petizioni on line

«Non è possibile continuare a considerare gli animali domestici roba da ricchi ed ha dell’incredibile il parere contrario del Governo, reso per tramite Direzione generale della sanità animale del Ministero della Salute, all’emendamento alla legge di bilancio presentato dall’On. Patrizia Prestipino, che avrebbe permesso ai veterinari anche la prescrizione di farmaci ad uso umano fino a 80 volte meno costosi» il Presidente del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo manifesta così tutto il malcontento della associazione per una scelta che contrasta con la possibilità di curare i nostri piccoli amici.

L’associazione di consumatori ha lanciato la campagna “Amici per la vita” in occasione della Giornata Mondiale dei diritti degli animali, finalizzata al riconoscimento della qualifica di esseri senzienti e di cure a costi accettabili e sostenibili per le 4,5 milioni e mezzo di famiglie di cui sono membri a tutti gli effetti.

In particolare, per MDC è urgente correggere la distorsione del mercato dei farmaci ad uso umano dal costo dei farmaci veterinari, 80 volte più alto di quelli con identico principio attivo degli umani, che impedisce di fatto a moltissime persone di poter curare le malattie dei propri compagni di vita.

L’emendamento alla legge di Bilancio, che ha trovato un consenso bipartisan tra i partiti, prevede l’inserimento dell’art 81 bis una deroga al divieto previsto dall’art. 10 del  D.lgs 193/06, in modo che:  Ove esista un medicinale autorizzato per uso umano con la stessa composizione qualitativa e quantitativa di sostanze attive rispetto al medicinale veterinario autorizzato per la cura di una patologia di un animale non destinato alla produzione di alimenti, qualora il medicinale per uso umano abbia un costo inferiore a quello del medicinale veterinario, il veterinario può prescrivere il medicinale per uso umano.

In soldoni si tratterebbe di permettere alle famiglie un risparmio non indifferente nelle cure veterinarie, evitando il rischio di renderle difficili o impossibili con conseguente morte o abbandono.

Secondo una ricerca del Censis per l’AMVI presentata a Novembre il 4,2% dei proprietari di animali da compagnia hanno chiesto al proprio medico di famiglia di prescrivere per sé un antibiotico per uso umano e lo hanno poi usato sul proprio animale e l’1,7% acquista illegalmente antibiotici su internet. L’approvazione dell’emendamento aiuterà a ridurre questo “fai da te”.

Altra nota dolente per tutti coloro che hanno animali domestici l’aliquota del 22% su prestazioni, alimenti e farmaci destinati alla salute animale, invece di quella del 10% che per l’associazione va ridotta al più presto.

«Organizzeremo una campagna con una petizione on line e un invio di mail e Twitter ai gruppi parlamentari da parte di tutte le famiglie che possiedono animali contro questa indifferenza governativa su un problema che tocca milioni di persone – dichiara Antonio Longo, Coordinatore nazionale MDC – È una battaglia di civiltà che porteremo fino in fondo anche con strumenti giuridici come ricorsi all’Antitrust».

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