Riforma Rai, MDC e Codacons inviano diffida al Premier e al Mise

Le associazioni dei consumatori italiane appoggiano con ogni mezzo possibile la battaglia avviata dal Governo Renzi contro gli sprechi in Rai, al punto che Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Associazione Utenti Radiotelevisivi annunciano oggi una contro-diffida al Presidente del Consiglio e al Ministero dello Sviluppo Economico, per contrastare la gravissima presa di posizione dei sindacati Slc Cgil e Uilcom Uil e ottenere il taglio dei 150 milioni in favore della rete di Stato.

“L’iniziativa dei sindacati in merito alla riforma della Rai si pone in netto contrasto con le esigenze dei cittadini, perché mira a tutelare privilegi interni a danno della collettività, e a bloccare il sacrosanto taglio di 150 milioni di euro che potrebbero essere utilizzati per risolvere i tanti problemi del Paese, anziché per finanziare sprechi vari della rete di Stato – affermano Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Associazione Utenti Radiotelevisivi – Abbiamo deciso quindi di presentare oggi stesso una diffida al Premier Renzi e al Ministero dello sviluppo, affinché non venga interrotto il processo di riforma della Rai e di lotta alla mala gestione dell’azienda e agli sprechi, e si effettui il taglio da 150 milioni di euro che tutti i cittadini italiani attendono da anni”.

1 commento

  1. Come potete pensare che imponendo tagli indiscriminati si risani un’azienda? Se vostro figlio mangia male, gli togliete il cibo affinchè impari a mangiare bene? Non credo, prima gli insegnate quali cibi sono sani e come deve mangiarli.
    Dietro a questi tagli si vuole nascondere il vero obiettivo del decreto, ovvero la svendita degli impianti di Raiway, la miglior rete di diffusione sul territorio italiano. E che fa gola a molti perchè da lì passa il futuro della rete internet mobile, il 4g e l’LTE.
    Queste torri sono un tesoro di tutti gli italiani, costruito con il canone pagato da milioni di cittadini.
    Come associazioni di cittadini dovreste invece pretendere con forza di partecipare ad un tavolo di riforma della Rai che ne indichi la missione e le modalità di svolgimento del Servizio Pubblico, decidendo insieme allo Stato quali sono i bisogni dei cittadini utenti.
    Pretendere che la Rai faccia uscire tutte quelle case di produzione e gli appalti i quali altro non sono che un modo per drenare risorse pubbliche in favore dei soliti noti.
    Pretendere che la Rai faccia televisione con le sue risorse interne, e lo può fare.
    Allora sì che si potrebbe risparmiare, si potrebbe anche ridurre l’importo di quel canone tanto odiato ma che può garantire a tutti una televisione che insegna a vivere e a conoscere il paese in cui viviamo.

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